L’importanza del web marketing per le aziende con Daniele Pitteri

Daniele Pitteri al WebUpdate 2014

«I grandi cambiamenti potenziali per il web 2.0 sono rilevanti. Ma fattivamente la maggior parte delle imprese non ne coglie appieno le opportunità e resta legata a processi vecchi». Parola di Daniele Pitteri. L’ esperto di comunicazione e processi culturali, torna a pronunciarsi sul mondo della rete anche in qualità di presidente di Mohma srl e professore di comunicazione pubblicitaria all’ Accademia di Belle Arti di Napoli. Strategie di comunicazione e web marketing come parole-chiave per il 43% delle aziende italiane che, una volta affidatesi al social media, hanno riscontrato una maggiore diffusione dei propri contenuti e del brand pari al 33%.

«Il marketing e la comunicazione – dichiara Pitteri, ex vicepresidente anche di Unioni Industriali – cambiano quando cambia il mondo, secondo un’interconnessione che sarà oggetto di un mio contributo al convegno del WebUpDate il 22 marzo a Città della Scienza».

Come sta cambiando il modo di fare impresa con il web 2.0?

I cambiamenti sono molteplici, alcuni già determinanti, altri ancora leggeri, ma potenzialmente decisivi. Sicuramente l’impatto maggiore il web 2.0 lo sta provocando sul versante dell’organizzazione interna e sul versante commerciale. Le piattaforme di social enterprise, gli strumenti di condivisione lavoro, il cloud, stanno modificando in profondità le dinamiche e i processi lavorativi interni. Oltre a velocizzarli li smaterializzano, ossia non obbligano più al luogo e posto di lavoro. Le piattaforme ecommerce se ben usate offrono alle imprese, anche a quelle piccole, delle opportunità non solo commerciali, ma anche legate all’internazionalizzazione, impossibili fino a pochissimi anni fa. Ed è ovvio che sotto il profilo della brand reputation gli effetti del web 2.0 possono essere rilevanti. In generale quindi grandi cambiamenti potenziali.

Attraverso quali strumenti una startup può farsi pubblicità sul web?

Diciamo che l’uso del termine pubblicità sul web è abbastanza distonico. La pubblicità è un processo comunicativo commerciale imperniato sui mass media. È un linguaggio preciso, il cui ambito naturale sono i mass media. Il web non è un mass media e quindi non è un luogo né uno spazio né un ambiente utile o possibile per la pubblicità. È naturalmente un luogo in cui fare comunicazione commerciale, ma questa si sviluppa con linguaggi e forme espressive che non hanno nulla a che fare con la pubblicità. Detto questo, mi sembra quasi una domanda oziosa: che differenza c’è fra una start-up ed una normale azienda già sul mercato? La domanda secondo me è: con quali strumenti le aziende possono fare comunicazione commerciale sul web? Con molti naturalmente, con siti, newsletter, indicizzazioni, post, etc. ma, ancora, lo strumento in sé non significa nulla. È la strategia che te lo fa scegliere e usare, quello che conta e il modo in cui lo si usa.

Quali sviluppi futuri possiamo ipotizzare per il mondo del marketing e della comunicazione?

Laddove si sviluppano canali e potenzialità sia fisiche che tecnologiche, sia analogiche che digitali in cui possano incontrarsi soggetti diversi, troveranno spazio il marketing e la comunicazione. Sia l’uno che l’altra sono processi finalizzati ad un unico obiettivo: determinare utili e valore. È proprio per questo, sono connessi a processi sociali culturali ed economici molto più ampi e complessi. Il marketing e la comunicazione cambiano quando cambia il mondo e il loro futuro è esclusivamente nella direzione che prende quest’ultimo.

Come è possibile, per un’azienda, intercettare il target di riferimento prima di avviare un’attività di comunicazione?

Prima di qualunque attività di comunicazione il target non si intercetta se non per caso. Semmai lo si individua, si capisce in quale luogo/spazio/tempo/ambiente lo si può incrociare. Sarà poi l’attività di comunicazione ad intercettarlo, se fatta bene. Prima si può solo comprendere e per comprenderlo è necessario studiarlo. Il web offre al marketing e alla comunicazione la possibilità di sviluppare approcci etnografici che sono del tutto rivoluzionari e che possono diventare davvero efficaci. Ma agli uomini di marketing spetta poi la comprensione e la fase di attuativa.

Quanto sono importanti gli eventi come strumento di comunicazione e che ruolo hanno?

Come tutti gli strumenti di comunicazione e di marketing, l’importanza non è mai assoluta ma sempre relativa ad una serie di variabili. Tutti gli strumenti quindi sono importanti e al tempo stesso non importanti se slegati dal contesto in cui debbono essere applicati. Tuttavia gli eventi hanno oggi un ruolo e un peso diverso rispetto al passato, perché nelle dinamiche di consumo la ricerca di comunità di persone con cui condividere i consumi, sta diventando una modalità basilare. L’evento diviene così lo strumento che può fare incontrare soggetti che hanno lo stesso interesse, assumendo una funzione potenzialmente enorme. Tuttavia, la maggior parte degli eventi organizzati e promossi dalle imprese non si soffermano quasi mai sui processi e quindi appaiono slegati dalle dinamiche di consumo e dai bisogni/desideri dei consumatori. Sono quasi sempre autoreferenziali e non si pongono mai o quasi come trait d’union. Ciò che determina la forza e l’efficacia dell’evento non è l’idea che lo informa, ma la capacità di creare legami.